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Montepiano fraz del Comune di Vernio (PO) |
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Sugli Appennini tosco-emiliani, in provincia di Prato, stretto a ovest dal Poggio Cattarelle (1009m) e ad est dai Monti della Calvana (916 m)si erige il paese di Montepiano frazione di Vernio comune che vanta nel suo sottosuolo la galleria ferroviaria piu lunga d’Europa, la Vernio-S. Benedetto V.d. S. (18.510 m). Montepiano e' immerso nella natura ad una quota di circa 400 mt sul livello del mare, gode dell'atmosfera tipica di un paesaggio montano ricco di vegetazione e fauna incontaminata, passeggiando lungo i sentieri si possono ammirare vedute caratteristiche dell'altipiano toscano. A circa 2 km, facilmente raggiungibile anche a piedi dal nostro albergo, e' sito il Lago Fiorenzo che, soprattutto in estate, si presta per fare passeggiate lungo le sue sponde. I pescatori possono dedicarsi alla loro passione, oltre che nel Lago Fiorenzo, anche nei Laghi Tavianella e Suviana, nel Bacino del Brasimone, e nei fiumi Setta, Bisenzio , Sieve e Arno. Da Montepiano sono facilmente raggiungibili nel giro di pochi km i seguenti comuni e frazioni limitrofe: Vaiano, Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano (PO) Barberino del Mugello(FI), Agliana (PT), Calenzano (FI), Campi Bisenzio (FI), Sono inoltre accessibili in un massimo di 60 km le seguenti province: Firenze, Lucca, Pistoia. |
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La Badia - Montepiano Vernio (PO)
Gli amanti della storia possono visitare l'antica Badia (Chiesa) di Santa Maria di Montepiano. Sorta intorno al 1095 in una radura sul torrente Setta presso il romitorio del beato Pietro, fu ampliata prima del 1138, quando venne consacrata solennemente dal vescovo di Pistoia, sant'Atto. Il monastero vallombrosano, che ebbe vasti possessi fino al Mugello e gestì uno "Spedale", fu lasciato dai monaci nel XVI secolo, passando al clero secolare.
Durante una ristrutturazione, nel 1843, venne gravemente danneggiato da un terremoto, che abbatté parte del complesso.
La chiesa conserva il bel paramento in arenaria del XII secolo, opera di maestranze lombarde, che dotarono la facciata dell'originale coronamento ad archetti rampanti su colonnini, l'unico esempio noto nell'area pratese e pistoiese, e scolpirono il notevole portale, ornato da rilievi arcaizzanti sull'architrave e nella soprastante lunetta. Questa è occupata da una ieratica figura di orante, a braccia sollevate e mani aperte, con un corto gonnellino a pieghe.
All'interno l'alta, suggestiva navata con copertura a capriate, conserva a destra un importante gruppo di affreschi del 1260-1280: tre riquadri, che uniscono influssi lombardi e toscani, raffigurano la Natività, l' Annunciazione e l' Arcangelo Michele; contigui sono l'imponente San Cristoforo, il gigante patrono dei viandanti, opera fiorentina della corrente bizantina più raffinata, e una rigorosa Madonna col Bambino, basata su prototipi bizantini.
Sulla parete opposta restano alcuni frammenti del XIII secolo con Storie del beato Pietro e una raffinata serie di Santi, della fine del Trecento, accostati allo pseudo-Ambrogio di Baldese. Altri affreschi fra XIV e inizi del XV secolo sono sulle pareti e in controfacciata (attribuiti a Lorenzo di Niccolò e Pietro di Miniato). Sotto l'altare è un calco del rilievo di Giroldo da Como (1262), realizzato per la Badia, ora esposto nel Museo dell'Opera del Duomo a Prato, mentre sul fondo del coro una nicchia secentesca protegge le reliquie del beato Pietro |
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La Rocca - Vernio (PO)
Nel comune di Vernio di cui Montepiano fa' frazione di appartenenza si erige l'antico castello. Il complesso è raggiungibile con una strada asfaltata che si stacca dalla statale proveniente da San Quirico, prima di entrare nell'abitato di Sasseta. Questa strada porta alla zona settentrionale del castello, dove era una porta che fu demolita nel dopoguerra e della quale rimangono solo le tracce degli stipiti. La Rocca di Vernio dette il nome alla zona e dominava sopra gli abitati di San Quirico e Sasseta; attualmente della struttura fortificata non restano che le tracce, anche se si continua ad indicare come rocca il palazzo comitale e il gruppo di case circostanti, all'interno del castello. Oggi residenza privata, la Rocca ebbe importanza militare come risulta dagli statuti trecenteschi del feudo. In origine il castello era vasto e ben strutturato per la difesa, la parte militare fu però distrutta a piu' riprese fra XIV e XV secolo durante le lotte che afflissero il territorio di Vernio. I ruderi sono ancora visibili e da questi si puo' dedurre la vastità del complesso originale. Il borghetto medievale è invece intatto e ben conservato. E' costituito dalla residenza dei feudatari e da una Cappella dedicata a Sant'Agata, costruita nel 1556 e notevolmente rimaneggiata nel 1706. E' possibile visitare la Rocca previo accordi con i proprietari. |
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La Rocca di Cerbaia - Cantagallo (PO)
La Rocca di Cerbaia è un castello, oggi in rovina, che sorge a 400 metri di altezza su un colle dominante il fiume Bisenzio, in località Carmignanello, nel comune di Cantagallo, in provincia di Prato a circa 8 km dal nostro albergo. Fu probabilmente edificata dai Conti Alberti agli inizi del XII secolo a guardia della strada "di Lombardia", e utilizzata anche come loro residenza. Qui Adelaide degli Alberti incontro il suo sposo Ezzelino II da Romano. Una loro figlia, Cunizza da Romano (di cui ne parla Dante Alighieri nel Paradiso), dalla movimentata vita amorosa, vi visse in età matura; nel 1278 redasse il proprio testamento in questo luogo, dopodiché non si ebbero più sue notizie. E' probabile che lei sia morta nella Rocca e che sia stata sepolta nel cimitero attiguo. Nel 1361 gli Alberti vendettero il castello a Firenze, che vi mantenne un presidio militare, smobilitato nel corso del Quattrocento. Da allora l'edificio è stato abbandonato. Della Rocca di Cerbaia parla Dante Alighieri nel XXXII canto dell'Inferno (vv.40-60) quando narra la vicenda dei fratelli Napoleone e Alessandro degli Alberti, figli del conte Alberto degli Alberti. I due fratelli si uccisero a vicenda per questioni di eredità e per questo vengono confinati nella Caina, nel girone dove si trovano i traditori dei propri parenti. Dante racconta anche la vicenda del figlio di Napoleone, Alberto II, il quale assassinò il cugine Orso e la loro vicenda è descritta nel VI c/to del Purgatorio (vv.19-21). Una leggenda nata a Firenze, intorno al XV secolo, racconta che il poeta in una nevosa notte dell'inverno del 1285 si trovava in viaggio verso Bologna e giunto alla rocca chiesa ospitalità per una notte ai i conti Alberti ma loro glielo rifiutarono e così i poeta dovette riparare nella capanna di un pastore posta più a valle; la leggenda identifica questa casa con quelle ancora oggi esistente, ma diroccata, posta ai piedi della rocca. Del complesso fortificato, realizzato in filaretto di arenaria locale, rimangono le tracce di due cinte murarie e del maschio: nell'ampio circuito di quella inferiore si trovano i resti di un oratorio medievale absidato; all'interno della seconda cerchia sono una cisterna coperta a botte e ambienti di servizio. Al centro si trova l'imponente torrione pentagonale (in buona parte crollato) con torre centrale di vedetta, il Mastio, un tempo assai più alta (con resti di finestre e feritoie). È probabile che il maschio sia stato ricostruito nella seconda metà del Duecento, ispirandosi nelle forme al Castello dell'Imperatore di Prato. Ai piedi della rocca si trova il ponte di Cerbaia. |
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