Hotel Margherita Montepiano (Prato) Toscana

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Il Comune e La Provincia di Prato (PO)

 




 
 






















 


Il comune di Vernio di cui (Montepiano e' frazione) fa parte della Provincia di Prato.
Dall'Hotel Margherita la citta' di Prato dista circa 30 km.

Si presupone grazie ad alcuni ritrovamenti che il territorio collinare circostante Prato risultava già abitato sin dal Paleolitico. In località Galceti, a ridosso delle prime colline a nord è stata rinvenuta una "stazione" musteriana risalente al 35.000 anni fa dove, per la tipologia dei reperti rinvenuti, si può supporre con sicurezza come l'area fosse già destinata ad un'ampia produzione ed esportazione di utensili in diaspro, facilmente reperibile sulla collina. Anche nell'attuale centro storico sono documentati rinvenimenti sporadici di utensili del neolitico e dell'età del bronzo, mentre sull'altro versante collinare (monti della Calvana) sono evidenti alcune strutture architettoniche civili e funerarie (tra cui anche un sepolcreto andato distrutto negli anni '50) attribuite ai liguri o a popolazioni autoctone dell'età del bronzo. La piana pratese venne successivamente abitata dagli Etruschi, come testimoniato dai recenti ritrovamenti archeologici nell'area.
Infine la piana fu abitata dai Romani (vi passava la via Cassia, nel tratto che collegava Firenze con Pistoia, sulla via per Luni). Gli storici hanno collocato nei pressi dell'antica città etrusca la mansione "Ad Solaria" della antica Via Cassia, e riportata nella celebre Tavola Peutingeriana. Il territorio dove sorge oggi Prato però era destinato alla centuriazione (che ricalca la precedente, di epoca etrusca, estesa tra Agliana e Badia a Settimo e probabilmente non ad insediamenti urbani, anche se occasionalmente sono state rinvenute nell'area di Prato, tracce di quell'epoca: episodi rinvenimenti di strutture murarie, sepolture, frammenti ceramici e frammenti lapidei in particolare nell'area della Cattedrale, per la quale si è ipotizzato l'esistenza di un edificio d'uso sacro.
Nell'Alto Medioevo la piana vede il degrado delle strutture di regimentazione delle acque realizzate con la centuriazione romana, ed alcune parti di essa, presumibilmente nell'area a sud si impaludirono. La zona di Prato fu interessata dalla presenza dei Bizantini e successivamente occupata dai Longobardi la cui presenza è documentata soprattutto nelle aree collinari e pedemontane.

La storia della città vera e propria è testimoniata a partire dal X secolo, quando si hanno notizie dei due villaggi distinti di Borgo al Cornio (corrispondente a quattro strade incrociate a scacchiera appena a sud dell'attuale Piazza del Duomo) e di Castrum Prati (corrispondente all'area antistante l'attuale Castello dell'Imperatore e dove si trova il nome di una chiesa intitolata a S.Maria in castello). Questi due nuclei urbani si fusero nel corso dell'XI secolo ed i signori del Castrum Prati, gli Alberti, ottennero l'investitura imperiale di "conti di Prato". Nello stesso periodo venne iniziata l'opera di bonifica della Piana e la costruzione del sistema idrico, che regolava il corso del fiume Bisenzio (grazie alla pescaia detta Cavalciotto, presso Santa Lucia, tuttora esistente), e ne incanalava le acque in una fitta rete di gole, che servivano per far funzionare le gualchiere, cioè gli opifici tessili.
Dopo l'assedio del 1107 da parte delle truppe di Matilde di Canossa, i conti Alberti si ritirarono nei propri castelli della Val di Bisenzio e l'abitato cominciò a costituirsi come libero Comune. Si tratta di un esempio piuttosto raro di comune indipendente sorto in un centro urbano che non costituiva una diocesi; per questo Prato per secoli non fu mai definita "civitas" ma solo "terra". Per due secoli Prato conobbe una forte espansione urbana (vennero quasi raggiunti i 15000 abitanti), dovuta alla fiorente industria della lana e alla forte devozione verso una reliquia appena giunta: la Sacra Cintola. L'urbanizzazione è testimoniata dalla necessità di costruire due nuove cerchie di mura, una intorno alla metà del XII secolo e l'altra a partire dal 1300. Un episodio del 1312 vede acutizzarsi la rivalità con la vicina Pistoia infatti il canonico pistoiese Giovanni di Ser Landetto, soprannominato 'Musciattino', compie un tentativo di furto della Sacra Cintola. Nel 1326, per sottrarsi alle mire espansionistiche di Firenze, e alle proprie lotte interne tra le famiglie più possidenti per il controllo amministrativo, la città si sottomise alla Signoria di Roberto d'Angiò, re di Napoli. Il 23 febbraio 1351 Giovanna d'Angiò vendette la città a Firenze per 17500 fiorini d'oro, e a quest'ultima città rimase successivamente legata fino ai giorni nostri.

Il capoluogo di provincia, presenta una struttura medioevale ed il suo centro è circondato dalle antiche mura; offre un itinerario storico di grande prestigio. Nel cuore della città si possono visitare il Castello dell'Imperatore Federico, II detto il Barbarossa, P.zza S. Maria delle Carceri con la sua Basilica, il Duomo col famoso pulpito di Donatello ed il Museo dell'Opera del Duomo, le chiese di S. Francesco e S. Domenico che custodiscono opere di grandi maestri come Agnolo Gaddi, Paolo Uccello e Filippino Lippi, Donatello e molti altri. Il Palazzo Pretorio e la Galleria degli Alberti, inoltre il Museo di pittura murale, il Museo del tessuto ove sono presenti campioni di tessuti dal V secolo ad oggi, il Museo di arte contemporanea L. Pecci.

Prato è anche molto altro, una città contemporanea, all'avanguardia coi tempi, dotata di musei teatri cinema e luogo di eventi storici e mostre socio-culturali, che sicuramente merita di essere visitata.

E' Inoltre possibile ampliare il panorama delle visite ed escursioni visitando le attigue citta'(Province) di
FIRENZE, LUCCA , PISTOIA (ed i loro comuni limitrofi di appartenenza) che dall' Hotel Margherita sono facilmente raggiungibili in un raggio massimo di circa 60 km.

 

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